Apertura di Casa Santa Elisabetta

Padre Aurelio Pometta da Lavertezzo, Cappuccino, apre ufficialmente Casa Santa Elisabetta grazie ad un lascito di una Terziaria Francescana. 

Casa Santa Elisabetta nasce in un’epoca in cui famiglia e società non accettano la maternità fuori dal matrimonio. Padre Aurelio, Frate Cappuccino guardiano del Convento di Lugano, si adopera per dare un tetto sicuro in un ambiente protetto a madri nubili in difficoltà prima e dopo il parto e ai loro bambini.    

Le giovani donne accolte a Casa Santa Elisabetta possono partorire all’interno della casa, con la necessaria assistenza medico-sanitaria, e in seguito contare sul sostegno morale e materiale fino a quando trovano una adeguata sistemazione e un lavoro. 

Il primo comitato è composto da: 
Padre Aurelio, Cappuccino guardiano del Convento di Lugano e delegato del Terz’Ordine Francescano in Ticino;
Alfonso Riva, avvocato;
Renzo Foletti, medico;
Mario Solari, farmacista;
Barbara Mazzoleni, infermiera.
La prima direttrice è la signora Luigia Torrazza. 

Padre Aurelio se ne occupa fino alla morte, avvenuta nel 1983, e può contare sul sostegno dell’Opera serafica d’assistenza, istituzione caritativa di aiuto ai più poveri coordinata dai Cappuccini e sulla generosità dei Ticinesi.  Un’ aiuto concreto è inoltre offerto a Padre Aurelio dal presidente Avv. Franco Felder (in carica dalla metà degli anni Cinquanta fino al 2016), dai comitati che si sono succeduti negli anni, in particolare dalle Signore Nucci Caimi, Myriam Crivelli, Nicoletta Franzoni, Gabriella Felder e dall’arch. Giovanni Cavalleri, che ha ristrutturato la Casa negli anni Novanta, nonché dell’allora Direttrice Lucia Bernasconi-Mari, dai rappresentanti dell’Ordine dei Cappuccini della Svizzera italiana e del Terz’Ordine Francescano della Svizzera italiana.