Codice deontologico

Le educatrici e gli educatori dell’Associazione Casa Santa Elisabetta, liberi da qualsiasi costrizione, si ispirano alla Convenzione dei diritti del minore approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite nel 1989, agli standard di qualità europei Quality4Children nonché alla Legge per le Famiglie e al suo Regolamento.

Le collaboratrici e i collaboratori si impegnano a far rispettare a loro stessi e a tutti coloro che entrano nelle strutture dell’Associazione i principi etici, professionali ed istituzionali costituenti le fondamenta del presente codice deontologico.

Ogni Donna con il suo bambino e bambini ospiti delle strutture dell’Associazione, senza alcuna distinzione di sesso, etnia e religione trovano:

  • una struttura abitativa nella quale dei professionisti dell’educazione costruiscono insieme un percorso di vita adatto ad un sano sviluppo;
  • spazi fisici e sociali che garantiscono il rispetto delle esigenze di intimità personale e quelle di vita in gruppo;
  • riconoscimento e rispetto dei ritmi soggettivi, purché compatibili con quelli dettati dalla realizzazione del modello educativo della struttura e con il progetto educativo delle persone ospitate;
  • riconoscimento e rispetto dei valori famigliari e della cultura d’origine
    l’opportunità di essere affiancati, consigliati ed incoraggiati da un’équipe educativa che accompagna nella costruzione della propria identità;
  • l’opportunità di avere a disposizione personale qualificato che si occupa di facilitare le relazioni con la famiglia, con professionalità e nel rispetto delle confidenzialità rispettive;
  • un contesto aperto al dialogo, alla fiducia nelle risorse delle persone ospitate e un ambiente non colpevolizzante che focalizza l’attenzione sugli aspetti positivi della personalità e nella promozione delle esperienze;
  • un modello educativo coerente pianificato con tempi, finalità, regole di comportamento e supporti pedagogici adeguati.

Ogni educatore dell’Associazione Casa Santa Elisabetta si impegna a:

  • operare coerentemente con i principi deontologici dettati dal codice professionale;
  • far uso della propria formazione, intelligenza, tolleranza, flessibilità e di tutti i mezzi possibili e disponibili necessari a garantire la realizzazione delle misure nel presente codice;
  • partecipare all’evoluzione del progetto pedagogico dell’ Associazione attuando il progetto stesso coerentemente con la linea approvata dall’équipe e dai responsabili dell’istituzione;
  • sottoporre costantemente all’insieme dell’équipe le proprie idee, e i propri dubbi relativi tanto al progetto pedagogico quanto a quello specifico dei giovani accettando i correttivi suggeriti con spirito costruttivo;
  • migliorare costantemente le proprie competenze professionali e relazionali aderendo, in particolare, a tutti i processi formativi e di valutazione della pratica professionale;
  • essere principalmente fiducioso nelle risorse di ogni persona accolta.

Possibilità di ascolto e di reclamo

Ogni Donna con il suo bambino o bambino accolto (o il suo rappresentante legale) che ritiene di non aver ricevuto un trattamento adeguato o di aver subito un’ingiustizia o un abuso, è incoraggiato a parlarne direttamente con i propri educatori, con il responsabile della struttura e con il suo assistente sociale (ente collocante).

Ogni Donna e bambino accolti nelle strutture dell’Associazione dispongono delle seguenti modalità di parola e ascolto durante tutto il collocamento:

  • incontri settimanali con l’educatore di riferimento;
  • riunioni settimanali di gruppo;
  • e-mail di aggiornamento condivisi con la rete, con la possibilità di esprimersi direttamente e in prima persona;
  • incontri di sintesi regolari con l’assistente sociale dell’ente collocante;
  • possibilità di avere un colloquio con il responsabile.

Nel caso in cui tali modalità di espressione non diano esito soddisfacente, la persona ospitata (o il suo rappresentante legale) può sporgere reclamo alla Direzione dell’Associazione in ogni momento in forma verbale, scritta, telefonica o a mezzo posta elettronica.

Erminia Negri – Direttrice
Associazione Casa Santa Elisabetta
Via Rodari 9
6900 Lugano
+41 91 966 24 16 o direzione@acse.ch

In caso di non completa soddisfazione circa la risposta fornita dalla Direzione, è possibile richiedere il riesame del reclamo inoltrandolo alla Presidente dell’Associazione.

Lisa Ciocco-Cavalleri – Presidente
Associazione Casa Santa Elisabetta
Via Rodari 9
6900 Lugano
+41 91 966 24 16 o lisa.ciocco@acse.ch

Le ospiti con le loro famiglie dispongono in ogni momento della possibilità di segnalare eventuali problemi all’organo di vigilanza per i Centri educativi per i Minorenni:

Marco Galli – Capoufficio
Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani
Vicolo Santa Marta 2
6500 Bellinzona
+41 91 814 54 51 o marco.galli@ti.ch

Autorizzazioni e basi legali

Le strutture dell’ Associazione Casa Santa Elisabetta sono riconosciute e autorizzate dal Dipartimento della Sanità e della Socialità (DSS) del Canton Ticino tramite l’Ufficio del Sostegno a Enti e Attività per le Famiglie e i Giovani (Ufag).

Il finanziamento delle nostre prestazioni è assicurato dalla Legge per le Famiglie (LFam) e dal Regolamento della legge per le Famiglie (RLFam) che prevedono le modalità di sussidio del Cantone, tramite contratto di prestazione e i criteri di qualità sottoposti a vigilanza cantonale.

Il quadro legale federale per le misure di protezione dei minorenni è definito dall’Ordinanza sull’accoglimento di minori a scopo di affiliazione (Ordinanza sull’affiliazione, OAMin).

L’Associazione Casa Santa Elisabetta si impegna a cercare nel privato quei fondi necessari per la realizzazione dei progetti non finanziati dagli enti sussidianti.